Due nuovi concorsi della scuola nel 2019

Entro l'estate sono previsti i bandi per i due concorsi che daranno nuova linfa a tutto il sistema scolastico italiano. Due concorsi per la scuola che metteranno in palio 66 mila posti.

Concorso Scuola per infanzia e primaria: 16.959 posti

Concorso Scuola per le medie e superiori: 48.536 posti.

Due Concorsi attesi entro l'estate, il primo per reclutare circa 17 mila insegnanti da inserire nelle scuole dell'infanzia e primaria. Il secondo concorso, con oltre 48 mila cattedre in palio, per gli istituti secondari di primo e secondo grado. Le prove dovrebbero essere a partire dall'autunno e le assunzioni da settembre 2020.

Governo e Sindacati del mondo della scuola hanno firmato un accordo politico che va incontro alle richieste della categoria: sospeso lo sciopero generale indetto per il 17 maggio. L'obiettivo è recuperare, in legge di Bilancio 2020, una dote di circa due miliardi (di cui uno già stanziato) per garantire agli insegnanti, con il nuovo contratto 2019-2021, aumenti stipendiali a tre cifre, come auspicato dal ministro Bussetti: almeno 100 euro lordi medi in più al mese.

"Con la legge di bilancio 2020 lavoreremo per gli aumenti stipendiali. Da subito attiveremo tavoli tecnici su altri aspetti compresso quello del precariato" ha dichiarato il ministro Marco Bussetti.

Al centro dell'intesa anche le nuove assunzioni per 66 mila cattedre disponibili: previsti la regolare indizione di concorsi per gli insegnanti e modalità semplificate per l'immissione in ruolo di circa 40 mila precari storici con almeno 3 anni di servizio.

I numeri delle cattedre disponibili sono rilevanti e permetteranno, quindi, di svecchiare il corpo docenti che è tra i più anziani in Europa (sei insegnanti italiani su dieci hanno più di 50 anni). A settembre, con la partenza del nuovo anno scolastico 2019/20 usciranno grazie a quota 100 circa 17 mila docenti e personale ATA, che si aggiungeranno ai 21 mila pensionamenti previsti dalla Legge Fornero, senza considerare i circa 100 mila posti liberi, a oggi coperti da supplenti.

Nell'intesa politica spunta anche il capitolo "anti-autonomia" in cui il Governo si impegna a salvaguardare l'unità e l'identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, lo status giuridico di tutto il personale scolastico e la tutela dell'unitarità degli ordinamenti.

Fonte: Sole24ore